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avvistamenti di squali

Più avvistamenti di squali nei nostri mari?

L’estate si porta dietro alcuni fenomeni tipicamente stagionali, tra cui il moltiplicarsi di avvistamenti di squali e squaletti, con annesse reazioni di vario segno.

Prevale ancora lo spavento, per lo meno lungo le nostre spiagge dove la domanda più comune è: «Posso fare il bagno senza timore di essere attaccato?», «La presenza di uno squalo deve cambiare la mie abitudini?».

La risposta è una sola: lo squalo, anche squali grossi e potenzialmente antropofagi come lo squalo bianco, sono sempre esistiti in Mediterraneo. Lo testimoniano le vecchie foto di animali finiti nelle tonnare, ce lo racconta Collodi in Pinocchio: nel romanzo originale a ingoiare il burattino è un pescecane, nome con cui i pescatori toscani indicavano lo squalo bianco. Fu Disney a trasformarlo in balena.

Non credo che ci siano più squali, di sicuro ci sono sempre più telefonini pronti a immortalare le evoluzioni del vagabondo di turno che si avvicina alle spiagge. E se per i bagnanti, in presenza di un grosso predatore, può essere consigliabile stare per un poco fuori dall’acqua, pazienza.

avvistamenti di squali

Ricordo qui che diverse specie di squalo sono al momento protette, che l’essere umano le ha portate alla soglia dell’estinzione con una pesca indiscriminata, che purtroppo continua in molte zone del mondo.

Ricordo che ogni anno sono da 5 a 7 in tutto il mondo le morti per attacco di squalo. Ci può stare, entrando nell’ambiente di un predatore di vertice dobbiamo accettare il margine di rischio di essere attaccati. Comunque è molto più probabile venire ucciso dal fulmine, da un maiale o da una mucca, dalla caduta di una noce di cocco. Eppure Hollywood non ha ancora prodotto nessun ”cocco assassino”, mentre shark movie sempre più sanguinari e fantasiosi si moltiplicano.

Ma, nonostante i film, la sensazione di fondo è che il nostro atteggiamento verso gli squali stia lentamente ma inesorabilmente cambiando. E se i media locali ancora parlano di paura, dall’America ci arrivano immagini di bagnanti che si prodigano per salvare squali in difficoltà e rimetterli in mare.  Magari con sforzi ingenui, magari mettendo in pericolo la vita stessa dello squalo, ma le intenzioni sono buone, e vanno premiate e sottolineate.

Foto di Gaspare Schillaci

avvistamenti di squali

Massimo Boyer
Massimo Boyer

Biologo marino, fotografo sub e scrittore, tour operator, istruttore e guida. Ottimo conoscitore dei fondali Indonesiani. Autore di 4 libri: La fotografia naturalistica subacquea. Tra tecnica, arte e scienza, Scilla. Storia di uno squalo bianco, L'agenda del fotosub. Diventa fotografo subacqueo in 12 mesi, Atlante di flora e fauna del reef e oltre 500 articoli di subacquea. Insegna Fotografia Subacquea all'Università di Genova, collabora con l'Università Politecnica delle Marche e con l'Università di Milano Bicocca. https://rubrica.unige.it/personale/UkJFXVpo

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